C’è molta disinformazione sulla salute mentale e sui disturbi mentali. Per questo è fondamentale produrre e diffondere informazioni corrette e contrastare luoghi comuni infondati e disorientanti. Iniziamo col precisare i diritti delle persone.
La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall’Italia nel 2009 con la legge n. 18) comprende all’interno delle sue tutele anche le disabilità mentali, alla stessa stregua di tutte le altre disabilità.
Molti non sanno che le persone con disturbi mentali mantengono sempre i loro diritti di cittadini. E come tutti i cittadini anche le persone con disturbi mentali hanno diritto a organizzarsi e associarsi per difendere i loro diritti ed esprimere i loro bisogni.
La risposta è nel DPCM del 12 gennaio 2017, il quale indica – per i diversi ambiti di bisogno – ciò che i cittadini hanno diritto di ricevere dal SSN. Si tratta dei cosiddetti LEA, livelli essenziali di assistenza, che danno attuazione, per il settore sanitario, a quanto stabilito dalla Costituzione, che affida allo Stato il compito di definire i “livelli essenziali delle prestazioni concernenti di diritti civili e sociali” che devono essere “garantiti su tutto il territorio nazionale” (Costituzione, art. 117, comma 2, lettera m).
Si riportano di seguito gli articoli di interesse per la salute mentale. La lettura non è semplice ma è fondamentale per capire che le persone con disagio mentale hanno diritti sanciti dalla legge, anche se purtroppo non sempre i servizi sono organizzati per rispettarli.
La norma distingue in base ai bisogni delle persone:
Tutte le altre prestazioni (ambulatoriali, ospedaliere, riabilitative, ecc.) sono indicate in altri articoli con riguardo a tutte le persone, e non solo alle persone con problemi di salute mentale.
La normativa sull’assistenza sanitaria agli stranieri è disciplinata dall’art. 34 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato da ultimo dall’articolo 1, comma 240 della legge 30 dicembre 2023, n. 213. L’attuazione della norma è demandata a uno o più decreti ministeriali.
La norma afferma quanto segue:
1. Hanno l’obbligo di iscrizione al Servizio sanitario nazionale e hanno parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti e doveri rispetto ai cittadini italiani per quanto attiene all’obbligo contributivo, all’assistenza erogata in Italia dal Servizio sanitario nazionale e alla sua validità temporale: